Prima della sosta per le nazionali facciamo il punto della situazione dei principali campionati europei. In Italia la Juventus prende il largo grazie allo stop del Napoli a Bergamo contro l’Atalanta. La Roma supera l’Inter nel posticipo serale e rilancia le proprie ambizioni Champions. In Premier League lo scontro al vertice tra Spurs e City ha visto prevalere la squadra di Pochettino che riapre, in questo modo, il campionato. Delude ancora lo United di Mourinho fermato in casa dallo Stoke. In ripresa il Chelsea di Conte, vincitore in trasferta sul campo dell’Hull City.

Grandi sorprese sia in Germania sia in Spagna. A Monaco di Baviera il Bayern di Ancelotti, reduce dalla sconfitta in Champions contro l’Atletico di Simeone, impatta 1 a 1 contro la sorpresa Colonia. In Spagna il Barcellona è fermato dal Celta Vigo in una rocambolesca partita mentre il Real non va più in là dell’1 a 1 casalingo contro l’Eibar.

Vediamo di seguito quelli che secondo noi sono il TOP e il FLOP del weekend appena trascorso.

TOP – Il super Feyenoord di Van Bronckhorst e gli Spurs di Pochettino

tottenhamcity

Prima della sosta per le nazionali il Feyenoord di Giovanni Van Bronckhorst è la squadra regina dei principali campionati europei. 24 punti in 8 partite, un inizio da favola per la squadra di Rotterdam che sogna, a questo punto, di interrompere il duopolio Ajax-PSV nella Eredivisie. Qualche numero: 23 reti segnate, meglio del Barcellona, e sole 2 reti subite come Bayern e Atletico Madrid.

La squadra di Van Bronckhorst gioca un 4-2-3-1 che vede terminale offensivo la vera sorpresa di questo inizio stagione, il danese Nicolai Jörgensen arrivato dal Copenhagen in estate. Alle sue spalle una vecchia conoscenza del calcio orange, il Capitano Kuyt da sempre dotato di classe e saggezza tattica e che può essere di grande insegnamento e stimolo alla stellina della squadra: Tonny Vilhena, classe ’95, talento cristallino già nel mirino dei grandi club europei.

Altro TOP della settimana il Tottenham Hotspur che a White Hart Line domina il Manchester City arrivato a Londra da capolista a punteggio pieno. Il 4-1-4-1 messo in campo da Pochettino mette in grave difficoltà la squadra di Guardiola grazie alla sua aggressività. Lo stesso Pep a fine partita ammette la superiorità dell’avversario oggi che dopo un primo tempo dominato ha rischiato di dilagare ma Lamela si è fatto parare il rigore da Claudio Bravo. Gli Spurs grazie a questa partita si candidano come anti-City riaprendo di fatto una premier che sembrava già nelle mani dell’ex tecnico di Barcellona e Bayern.

FLOP – Le grandi di Spagna

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Il Real non sa più vincere e incassa il quarto pareggio di fila tra Liga e Champions. A fermare i Blancos è il sorprendente Eibar, che festeggia uno strepitoso avvio di stagione e il primo, storico punto al “Bernabeu”. A Zizou non basta il cinquantesimo centro nella Liga di Bale, a cui il palo ha negato la gioia della doppietta. Delude invece Ronaldo, autore dell’assist per il pareggio del gallese ma protagonista di numerosi errori sotto porta e ancora fermo a quota 1 gol (peggior avvio di sempre al Real). I Blancos perdono così la vetta solitaria e subiscono l’aggancio dell’Atletico.

Campo ostico per il Barcellona quello di Vigo, o meglio, per il Barcellona dell’ex tecnico del Celta Luis Enrique che perde contro la sua ex squadra per il secondo anno consecutivo questa volta dopo una rocambolesca partita terminata 4 a 3 e che vedeva i blaugrana sotto di 3 gol alla fine del primo tempo. Nel secondo tempo la rimonta di Neymar e compagni è frustrata da un clamoroso errore con i piedi del portiere tedesco Ter Stegen. A nulla è valsa la rete di Piquet che ha accorciato ancora le distanze.

Le due corazzate di Spagna sembrano soffrire più del dovuto quest’anno e certamente una delle cause è legata al gioco e alla tattica espressa dalle due squadre. Il Real ha una manovra prevedibile, frutto delle giocate dei singoli e non riesce quando, come ieri, i suoi top player non sono al massimo a sopperire con schemi agli errori individuali. Il Barcellona invece ha il problema opposto: la fase difensiva delle squadre di Luis Enrique richiede coraggio e compattezza per poter pressare altissimo. Questo non sta avvenendo e il Barca incassa molti gol e senza Messi non sempre riescono le rimonte…

 

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